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Cenni storici

Cenni Storici

Anche Bugnara, come la maggior parte dei piccoli centri montani, è definita nella propria collocazione geografica e nella propria struttura urbanistica dalle necessità difensive dovute alla pericolosità dell’Età di Mezzo.
Il paese, infatti, si presenta con la tipica forma a triangolo caratteristica del Medioevo, con le case di pietra rinserrate l’una all’altra quasi a volersi dare reciproca protezione ed i vicoli stretti e ripidi che, salendo verso l’alto, conducono al vertice della figura geometrica da cui domina, massiccio ed imponente, il Palazzo Ducale.
Noto come il “Castello” ed anche “Rocca dello Scorpione”, è datato intorno al XII secolo.
La sua costruzione si deve alla nobile famiglia Di Sangro a cui era stato concesso il feudo di Bugnara e che lo abitò fino al 1500.
Il Palazzo, con la sua cinta muraria sormontata da due torrette, ha le sembianze di un vero borgo fortificato che, in caso di pericolo, consentiva un valido sistema di autodifesa ed offriva un rifugio sicuro alla popolazione assediata.

Situato nella parte più alta del paese, sembra delimitare il confine tra il centro abitato, compatto e poco esteso, e i vasti spazi aperti della montagna, regno incontrastato di pastori e greggi.

Difatti, lassù in alto restano ancora oggi tracce degli antichi tratturi, utilizzati fin dall’epoca romana, che nel periodo della transumanza venivano ininterrottamente calpestati al ritmo scandito dalle stagioni poiché la pratica dell’allevamento ovino sin dall’antichità ha sempre rappresentato il sostegno principale dell’economia, della società e della cultura della nostra terra.
Il paese di Bugnara può essere giustamente orgoglioso delle sue molteplici attrattive naturali oltre che del suo patrimonio artistico e culturale: pur non essendo particolarmente ricco di monumenti, può tuttavia vantare due splendide chiese che, seriamente danneggiate a seguito del sisma del 1984, sono state riportate all’antico splendore con una serie di interventi sia a livello strutturale che a livello di restauro degli interni ricchi di pregevoli opere di pittura e scultura.
La chiesa principale, ovvero quella intorno alla quale si è sviluppato il centro storico del paese, è situata sull’omonima piazza del SS.Rosario e risale molto probabilmente a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo come si evince dallo stile barocco ricco di fregi e dorature e dalla maestosità dell’altare maggiore in marmo intarsiato e dai colori variegati.

La chiesa, ad una sola navata e con otto altari laterali, è, nel suo genere, una delle più belle dell’Abruzzo.

Vi si possono ammirare gli affreschi della volta, gli stucchi del ‘500, il massiccio pulpito in legno oltre a pregevoli opere scultoree in marmo.
Nel merito, maggiori e più accurate informazioni si potranno acquisire non appena sarà pubblicato il volume interamente dedicato alla Chiesa a cura del Prof. Raffaele Giannantonio.
Più distante dal paese sorge la Chiesa di Santa Maria delle Concanelle, meglio conosciuta come Madonna della Neve, con la sua struttura semplice e lineare a tre navate sorrette da archi in stile gotico che le conferisce un’eleganza tutta particolare e ricca di misticismo.
La tradizione vuole che sia stata edificata sui resti di un tempio romano dedicato alla dea Cerere, venerata dalle genti peligne quale divinità preposta alla fecondità della terra, a cui si facevano offerte di grano per celebrare la fine del raccolto e per propiziare la ricchezza di quello futuro.
Tale leggenda non è priva di fondamento in quanto, a seguito di scavi effettuati nei pressi della Chiesa, sono stati riportati alla luce una lapide recante un’iscrizione in cui si cita Helvia, sacerdotessa della dea, ed un bassorilievo che la raffigura nell’atto delle sue funzioni.
Attualmente sparse su tutto il territorio del comune restano soltanto alcune delle dieci chiesette che originariamente facevano parte del patrimonio ecclesiastico del paese.
Poco lontana dalla Madonna della Neve è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli risalente al XIV secolo. All’interno vi è un trittico di notevole valore affrescato sulla parete di fondo nel quale è rappresentata la Vergine con il Bambino tra due angeli in piedi rivolti verso la Madonna.
Piuttosto decentrate sono, invece, diverse chiese campestri, quasi tutte in buono stato di conservazione e nelle quali ancora oggi si tengono le celebrazioni rituali.
In località Pescara si trova la Chiesa di San Francesco di Paola, appartenente alla nobile famiglia Paparelli-Corrado fatta erigere nel 1818 dal chierico Angelo Paparelli. In aperta campagna, e precisamente nell’omonima contrada, abbiamo la chiesetta di Santa Maria delle Grazie, per tradizione frequentata soprattutto da ferrovieri, data la sua vicinanza con la locale stazione ferroviaria. Nell’antico borgo di San Giuseppe, in prossimità del fiume Sagittario e recentemente restaurata, è situata un’altra piccola chiesa rurale, quella dedicata al Santo lavoratore molto venerato dalla gente del luogo.
A valle del paese, come una sorta di avamposto, è la frazione di Torre dei Nolfi che deve il nome alla residenza di campagna della nobile famiglia Nolfi, feudatari dei duchi Di Sangro, la cui caratteristica forma a torrette può aver suggerito la denominazione del villaggio che successivamente si sviluppò intorno ad essa.
Nel tempo quel gruppo di case ha poi assunto la precisa identità di piccolo borgo raccogliendosi nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Pace, prima conosciuta con il nome più suggestivo di Santa Maria di Pietraluna, edificata nel 1871 proprio ad opera degli abitanti del posto. Sempre a Torre dei Nolfi, su un piccolo colle, c’è anche la Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, di proprietà dei Baroni Alesi di Villapiana ma normalmente aperta al culto.
A Bugnara, quasi a ridosso della frazione, tra le tante ed inesplorate ricchezze archeologiche, è la località Santo Stefano, individuata dal De Nino nel 1887, che descrisse un abitato con cella vinaria ed una iscrizione di Q. Petronius, Curator Annonae Frumentariae Rei Publicae Sulmonensium.
Uno scavo di emergenza, condotto nel 1980-81 portò alla luce muri in opera incerta, colonne,anfore, pavimenti in opera spicata e sette dolia innucleati che contribuiscono a definire le strutture come appartenenti ad una villa rustica.